Qual’è il momento in cui è maggiore la probabilità che un lavoratore lasci l’azienda?

Questo problema è di vitale importanza per i datori di lavoro, per le persone che si occupano della ricerca del personale e per i lavoratori stessi.
Ricerche effettuate da alcune società di reclutamento hanno evidenziato come i lavoratori, negli anni precedenti la crisi, rimanessero in azienda per un periodo medio di quattro anni prima di pensare di cambiare relativamente a un loro desiderio di crescita professionale; al momento se ne vanno molte più persone dopo un anno di lavoro che in qualunque altro momento della carriera.
Per evitare un tour over elevato il datore di lavoro deve prestare molta attenzione all’inserimento del candidato durante il primo anno lavorativo.
Il segreto consiste nell’interpellare e intervistare con una forte frequenza, in questo primo anno lavorativo, i candidati, per estrapolare le problematiche vissute in modo negativo e non manifestate dal candidato, e per capire le sue esigenze di crescita professionale.
Da quanto emerso chi si occupa di selezione del personale può trovare lavoratori disposti al cambiamento più precocemente rispetto al passato, mentre i lavoratori dovrebbero prendere nota del fatto che le esperienze lavorative di breve durata sembrano meno stigmatizzate che in passato.