Networking, “fare network” o “fare rete” sono espressioni equivalenti che si basano sui concetti di reciprocità e scambio: di conoscenze, informazioni, contatti e, soprattutto, di tempo. Il senso comune spesso vede il networking come una perdita di tempo, un’attività inutile che sottrae ore preziose al lavoro “vero”, e molti tendono a sottovalutare i benefici che si possono trarre da un networking fatto come si deve. Vediamo di sfatare qualche mito e di provare a cambiare il nostro mind-set.
Costruire un rete di contatti, alimentarla e consolidarla nel tempo, sviluppare un dialogo e creare relazioni stabili e profonde non è, contrariamente a quanto si pensa, un’attività collaterale totalmente distaccata dall’ambito lavorativo. Anzi, fare networking è un lavoro, o meglio, è una parte integrante del lavoro che, se fatta in modo corretto e sistematico, può portare notevoli vantaggi sul lungo periodo. Nella nostra mente, chissà perché, ci è stato inculcato fin da piccoli che le relazioni professionali e personali sono altro rispetto al lavoro, e vanno tenute ben distinte.
I pregiudizi nei confronti del networking sono molti e in un recente articolo pubblicato su Harvard Business Review ne vengono analizzati e smontati 5. Vediamo quali sono.
1- Fare networking è una perdita di tempo
Non starò perdendo tempo se sto qui a parlare con il mio collega? Devo proprio perdere tempo per scrivere o telefonare a Tizio e Caio periodicamente? Molte persone si chiedono se valga la pena di impiegare del tempo per fare network o non sia invece meglio lavorare “veramente”.
Chiariamo un punto: non tutti i contatti della nostra rete hanno lo stesso valore. Se si imparano a selezionare e a identificare le persone strategicamente importanti per il proprio business il networking sarà senza dubbio più fruttuoso. Costruire una rete di contatti potenzialmente utili (non necessariamente nell’immediato) è sicuramente più sensato di un networking casuale.
2- Fare networking è un talento naturale: o ce l’hai o non ce l’hai
Ci sono persone socievoli e altre no, persone estroverse e persone introverse, e non possono certamente cambiare dall’oggi al domani. Falso. La capacità di fare network non è un dono, è un’abilità (skill), e in quanto tale si può imparare ed esercitare. Se cominciamo a vederla in questo modo sarà più semplice approcciarsi a questa attività in modo efficace.
3- Le relazioni interpersonali si formano in modo spontaneo
Le persone dovrebbero piacersi e attrarsi spontaneamente, si pensa, e non si dovrebbero forzare dei legami. Lavorare sulle relazioni in modo metodico e strategico sembra quasi anti-etico. Innumerevoli ricerche psicologiche hanno mostrato che, senza sollecitazioni particolari, tendiamo naturalmente a stare con persone simili a noi. Ora, provate a pensare di essere circondati solo ed esclusivamente da persone uguali a voi: quanto povera sarebbe la vostra vita? La ricchezza sta nella diversità, ecco perché, anche a livello professionale, dovremmo mirare a creare una rete di relazioni eterogenea.
4- I network sono chiusi e autoreferenziali
Questo è un pensiero che spesso proviene da un fallimento: non sono riuscito a entrare in una certa rete di persone ma in fondo è stata una scelta personale, perché sono circoli chiusi, fatti di rapporti falsi e costruiti che violano i principi della meritocrazia. Se si comincia a pensare al network in termini di reciprocità e di crescita, invece, si sarà anche più motivati a farne parte.
5- Solo i legami forti e profondi sono realmente validi
Le relazioni più importanti nella nostra vita sono quelle con le persone a noi più vicine, che ci conoscono meglio di noi stessi e con cui abbiamo creato legami profondi nel tempo. Qui non c’è da obiettare: sono certamente importanti, ma spesso si tende a sottovalutare l’importanza dei legami “deboli”. Le persone che vediamo poco o che conosciamo meno possono essere una risorsa fondamentale, perché portano spunti, punti di vista, modi di pensare e di agire diversi dal nostro. Ci spingono (e a volte costringono) al confronto e sono fonte di crescita personale e professionale.
Il miglior modo per comprendere le potenzialità del networking è provare. Coltivare i rapporti personali è essenziale, ma oggi il web mette a disposizione moltissimi strumenti utili: LinkedIn, Facebook, Twitter, Google +, e via dicendo. L’offerta è vastissima e i canali più adatti vanno scelti con attenzione in base al proprio settore e alle proprie esigenze. Il principio di fondo è sempre lo stesso: condividere. Dare, ricevere e confrontarsi per crescere insieme.
Commenti recenti