A tutti è capitato di vedere almeno uno di quei coloratissimi disegni/grafici/alberi pieni di parole, idee e concetti. “Che bei colori!”, “Che forma strana”, “Chissà che collegamenti hanno fatto per mettere insieme quelle parole”, forse vi saranno passate per la testa considerazioni di questo tipo. Ma cosa sono veramente? E, soprattutto, a cosa servono?

Le mappe mentali (perché questa è la denominazione corretta) sono state ideate negli anni ’60 dall’inglese Tony Bunzan, che ha proposto una tipologia di mappe di carattere più evocativo che espressivo. Semplificando, possiamo dire che la tecnica si incentra sulle doti creative individuali e di gruppo, sulle associazioni inconsce, sulle sinestesie suscitate da colori, immagini e forme.

Diversamente dalle mappe concettuali, che sono essenzialmente cognitive, le mappe mentali si fondano su un metodo associazionista: partendo da un elemento centrale si procede per libera associazione di idee, agganciando nuovi elementi e procedendo progressivamente verso l’esterno.

Ciò che fa la differenza, però, è l’utilizzo di elementi prettamente evocativi: forme accattivanti, colori accesi o contrastanti, singole parole che sintetizzino concetti importanti. Il tutto volto a stimolare la creatività e a favorire la memorizzazione.

Applicazioni pratiche

In che modi e con quali fini si utilizzano le mappe mentali?

Le mappe mentali possono essere impiegate sia a livello personale sia nei gruppi di lavoro. Un uso personale punta a fare emergere emozioni, sensazioni e ricordi in relazione a una tematica particolare, ed è particolarmente utile per l’annotazione, l’apprendimento e la memorizzazione.

Un’altra applicazione interessante che sta prendendo sempre più piede è nei contesti aziendali, per favorire la comunicazione interna o supportare il team building. Uno degli aspetti più complicati da gestire in un’azienda è proprio la comunicazione al suo interno, che spesso viene trascurata o data per scontata, ma è fondamentale per il funzionamento dell’intero ingranaggio.

Idee e valori condivisi sono il collante di una realtà aziendale, la base dell’identità che verrà trasmessa anche all’esterno. Per far sì che vengano individuati, resi noti e fatti propri da tutti, ci sono una serie di esercizi che sfruttano proprio le mappe mentali, che hanno lo scopo di favorire una comunicazione più paritaria e partecipata.

Per chi volesse entrare nello specifico, consigliamo questo articolo di Performance Strategies: Migliora la comunicazione in azienda grazie alle mappe mentali

Siamo talmente abituati a lavorare da soli davanti a un computer da dimenticare quanto possa essere proficuo e gratificante il lavoro di squadra. Lavorando su piccoli gruppi con le mappe mentali si può riscoprire il valore del team e chiarire a ognuno l’importanza del proprio ruolo in azienda in relazione agli altri. Vi sembra poco?

Per chi fosse interessato a imparare come costruire le mappe mentali e come applicarle al proprio contesto, segnaliamo un incontro in programma il 18 Novembre a Milano con lo stesso Tony Bunzan. Le informazioni sull’evento a questo link: Mappe mentali – apprendimento rapido con Tony Bunzan