Un punto di vista alternativo sulla creatività

 

Esiste un preconcetto insidioso che vuole che creatività sia sinonimo di innovazione. Che sostiene che essere creativi sia un dono innato, grazie al quale si riescono a creare cose meravigliose dal nulla.

Ma siamo sicuri che sia proprio così?

Se guardiamo con più attenzione al passato, alla storia, alle grandi invenzioni o al comportamento di grandi personalità, vedremo che, in realtà, niente è stato creato dal nulla. Che le innovazioni sono frutto di una rielaborazione (creativa) di cose già esistenti: riviste, modificate, collegate tra loro, combinate in modi nuovi. Scriveva il filosofo Henri Poincaré nel 1929:

Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili

In altri termini, essere creativi significa copiare.

Sì, può sembrare un’affermazione blasfema, ma corrisponde al vero, e perfino quello che è ricordato come una delle menti più creative della storia recente, Steve Jobs, diceva, riferendosi ad Apple:

Abbiamo sempre rubato grandi idee senza nessuna vergogna.

Chiariamoci: non si intende sostenere che copiare sia tout court cosa buona e giusta. Rubare un’idea è sbagliato. Attribuirsi meriti altrui è sbagliato. Violare regolamenti e leggi è sbagliato. Trarre ispirazione da cose esistenti, aggiungere un dettaglio in più, migliorarle … questo è il copiare “buono”: un continuo processo di sintesi creativa.

Un articolo di Performance Strategies porta diversi argomenti a sostegno di questo punto di vista, e propone 7 regole non convenzionali per accrescere la propria creatività.

1- Smettere di vergognarsi: riprendere e sperimentare con le idee altrui non è peccato. Le idee “nuove” nascono sulla base di ciò che già esiste.

2- Studiare ciò che funziona, per capire come e perché ha successo.

3- Cambiare contesto: la mente creativa è in grado di riprendere prodotti o servizi che hanno successo nel loro contesto naturale e adattarli a situazioni non convenzionali.

4- Se non basta copiare una sola cosa, copiatene due. Creatività è anche combinare più cose insieme e dare vita a un inedito.

5- Piccoli cambiamenti possono produrre grandi effetti. A volte basta cambiare una piccola variabile per ottenere qualcosa di nuovo e di successo.

6- Alla gente piace quello che già conosce. Le persone sono abitudinarie e sono attratte da cose di cui conoscono e capiscono il funzionamento: copiare l’approccio e cambiare i contenuti può essere un buon metodo.

7- Imparare da ogni copia. Anche copiare è un arte, capirne il processo e avere dei maestri di riferimento aiuta ad affinare la tecnica.

Bisogna abbandonare l’idea che ci è stata inculcata sui banchi di scuola che copiare sia un male. Spogliarsi del preconcetto che contrappone questo atto a creatività e innovazione, iniziare a lasciarsi ispirare da pratiche di successo, prendere spunto dagli altri per alimentare la propria creatività. E applicare questo metodo anche in contesti aziendali.

Per dirla con altre parole, è ora di riconoscere i propri limiti e prendere coscienza di non poter essere totalmente originali. Copiare è un’arte e una strategia che, nel mondo del business, può essere anche molto vantaggiosa.