I SEI PILASTRI DELL’AUTOSTIMA

L’autostima, pienamente realizzata, è sentire di essere adeguati alla vita e alle sue richieste. Più specificatamente, l’autostima è:

1 – fiducia nelle nostre capacità di pensare e di superare le sfide fondamentali della vita;

2 – fiducia nel nostro diritto al successo e alla felicità, nel nostro diritto di affermare le nostre necessità e desideri, di realizzare i nostri valori e goderci i frutti dei nostri sforzi; la sensazione di valere e di meritare tutto questo.

Tra le nostre azioni e la nostra autostima esiste un continuo circuito di feedback: il livello della nostra autostima influenza le nostre azioni, e viceversa.

Il valore della stima di sé non sta solo nel fatto che ci permette di sentirci meglio, ma nel fatto che ci permette di vivere meglio, di reagire alle sfide e alle opportunità in modo più appropriato e di sfruttare tutte le nostre risorse.

Il livello di autostima ha profonde conseguenze su ogni aspetto dell’esistenza: sul nostro modo di operare al lavoro e di trattare con le altre persone, sul grado di successo che otterremo, sul raggiungimento dei nostri traguardi; nell’ambito più personale, determina di chi è probabile che ci innamoriamo, come interagiamo con il coniuge, i figli, gli amici e quale livello di felicità personale riusciremo a raggiungere.

Una sana stima di sé porta alla razionalità, al realismo, all’intuito, alla creatività, all’indipendenza, alla flessibilità, alla capacità di gestire i cambiamenti, al desiderio di ammettere (e correggere) gli errori, alla benevolenza e alla cooperazione.

Una bassa stima di sé, al contrario, si associa all’irrazionalità, alla cecità nei confronti del reale, alla rigidità, alla paura di ciò che è nuovo e diverso, a una conformità o a una ribellione fuori luogo, a un essere sempre sulla difensiva, a comportamenti troppo condiscendenti o di controllo, alla paura o all’ostilità verso gli altri.

L’autostima sostiene e innalza la qualità della vita.

L’alta stima di sé cerca la sfida e lo stimolo di obiettivi difficili e fruttuosi. Raggiungere tali obiettivi alimenta a sua volta l’autostima. La bassa stima di sé cerca la sicurezza di ciò che è familiare e non richiede sforzi. Confinarsi nell’ambito del familiare e di ciò che è poco faticoso finisce per abbassare l’autostima.

Più è solida la nostra autostima, meglio siamo equipaggiati per affrontare i problemi che sorgono nella nostra vita personale o sul lavoro. Ci risolleviamo più in fretta dopo la caduta, abbiamo più energie per ricominciare da zero.

Più è alta la nostra autostima, più tendiamo a essere ambiziosi, non necessariamente in senso finanziario o lavorativo, ma in termini di quello che ci auguriamo di sperimentare nella nostra vita – emotivamente, intellettualmente, spiritualmente e creativamente. Più è bassa la nostra autostima, più le nostre aspirazioni sono basse, con il risultato che probabilmente otterremo di meno dalla vita. Ciascun percorso tende a rinforzare e perpetuare se stesso.

Più è alta la nostra autostima, più è forte il desiderio di esprimere noi stessi e di esternare la ricchezza che sentiamo di avere dentro. Più l’autostima è bassa, più si fa urgente il bisogno di “provare” noi stessi – o di dimenticarci di noi vivendo meccanicamente e senza consapevolezza.

Più è alta la nostra autostima, più il nostro modo di comunicare sarà aperto, onesto e appropriato, perché siamo convinti che i nostri pensieri abbiano valore e quindi non abbiano paura della chiarezza, anzi la ricerchiamo. Più è bassa la nostra autostima, più il nostro modo di comunicare sarà torbido, evasivo e inappropriato, perché siamo insicuri dei nostri pensieri e sentimenti e/o proviamo ansia per la reazione di chi ci ascolta.

Più è alta la nostra autostima, più siamo disposti a stringere relazioni “nutrienti” piuttosto che tossiche. La ragione è che i simili si attraggono, cioè l’individuo sano è attratto da un altro individuo sano. La vitalità e l’espansività degli altri risultano per le persone con una buona stima di sé molto più attraenti del vuoto e della dipendenza.

Tendiamo a sentirci più a nostro agio, più “a casa”, con persone con un livello di autostima simile al nostro.

 

L’autostima crea una serie di aspettative implicite su che cosa è possibile e giusto per noi. Queste aspettative tendono a generare le azioni necessarie per trasformarle in realtà, e la realtà conferma e rafforza la convinzione iniziale. La stima di sé – alta o bassa che sia – tende a generare profezie che si avverano grazie a se stesse.

In molti ambiti, abbiamo più scelte e opzioni che in qualunque epoca precedente. In qualsiasi direzione guardiamo, vediamo orizzonti di possibilità illimitate. Per adattarci a questo ambiente e affrontarlo in modo appropriato, abbiamo bisogno più che mai di autonomia personale, perché non esiste più un codice di regole e rituali ampiamente accettato che ci risparmi la sfida delle decisioni personali. Dobbiamo sapere chi siamo e conoscerci bene. Dobbiamo sapere che cosa è importante per noi altrimenti corriamo il rischio di lasciarci contaminare da valori alieni e di inseguire obiettivi estranei alla nostra personalità. Dobbiamo imparare a pensare per noi stessi, a coltivare le nostre risorse e ad assumerci la responsabilità delle scelte, dei valori e delle azioni che plasmeranno la nostra vita.

Maggiore è il numero delle scelte e delle decisioni che dobbiamo fare a livello conscio, più urgente è il nostro bisogno di autostima.

Se manchiamo di un’adeguata autostima, la qualità di scelte che ci viene offerta oggigiorno può apparirci terrorizzante.