La capacità di dare feedback efficaci ai propri collaboratori è un fattore chiave per un manager. Una delle cose più utili per un lavoratore è ricevere indicazioni e commenti rispetto alle attività che sta svolgendo, siano essi positivi o negativi. Spesso però non viene dato il giusto peso ai feedback, specie a quelli positivi, e si trascura un aspetto che è invece fondamentale per la crescita dell’individuo all’interno di un ambiente di lavoro. Ma perché sono così importanti? E come si può imparare a dare feedback in modo costruttivo ed efficace?

 

Come è noto, i feedback possono essere di due tipi:

  • negativi: informazioni in merito a prestazioni lavorative che necessitano miglioramenti. Lo scopo non è sottolineare gli aspetti positivi, ma far capire che i risultati ottenuti sono perfettibili;
  • positivi: volti a sottolineare il buon esito di una prestazione, risultati particolarmente soddisfacenti o, in generale, gli aspetti positivi di un lavoro o di un collaboratore in una data circostanza.

Se i feedback negativi e le critiche distruttive sono abbastanza diffusi, i commenti positivi lo sono molto meno, spesso percepiti come inutili o dati per scontati. Nulla di più sbagliato.

 

Numerose ricerche mostrano che uno dei modi migliori per aiutare un impiegato a migliorare le proprie performance sono proprio i feedback positivi. Dare degli aggiornamenti periodici sul proprio operato e sull’andamento dell’azienda in generale valorizza il lavoratore e lo fa sentire parte integrante dell’azienda in cui lavora. Inoltre, sottolineare i punti di forza di una persona contribuisce a farla sentire appagata, motivata e coinvolta, il che si traduce in prestazioni lavorative mediamente migliori. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: un lavoratore soddisfatto e motivato lavora meglio (e produce di più) di uno scontento.

Come se non bastasse, i manager che danno feedback positivi sono anche più inclini a riceverne, e lo stesso vale per i membri di un team, che genereranno un circolo virtuoso di commenti costruttivi (non complimenti gratuiti, ma fondati sui fatti) che incideranno positivamente sull’umore generale del gruppo.

 

Formulare dei feedback positivi può sembrare un compito banale, ma in realtà è un’attività complessa che richiede cura e attenzione. Quali sono le caratteristiche di un buon feedback?

  • Specificità: fate riferimento a fatti, azioni e comportamenti reali e circoscritti, non a qualità generiche e vaghe;
  • Sincerità: non c’è nulla di più triste di un falso complimento. Piuttosto evitate e aspettate un’altra occasione;
  • Tempestività: non tergiversate. Se è stato svolto un buon lavoro oggi, fatelo presente, al massimo, domani. Farlo tra un mese non servirà a nulla;
  • Utilità: i feedback devono essere significativi e aiutare chi li riceve a migliorare se stesso e il proprio lavoro.

 

Per imparare a dare feedback positivi in modo più efficace si può fare una cosa semplicissima: chiedere. Chiedere a chi ha ricevuto il feedback come si è sentito e come avrebbe preferito sentirsi dire certe cose. Chiedere a un gruppo selezionato di colleghi, amici o familiari di valutare la propria capacità di dare feedback. Chiedere ai propri collaboratori se hanno suggerimenti su come potreste migliorare il vostro modo di comunicare con loro e creare un rapporto migliore.

Tutto ciò porta con sé un’altra competenza fondamentale: l’ascolto. Se chiedete ma non ascoltate, è tutto inutile. Se volete migliorare le relazioni con i vostri dipendenti ma non li ascoltate, è tutto inutile.

 

Mentre cercate di migliorare la vostra capacità di dare feedback positivi, incoraggiate i membri del vostro team a fare lo stesso. E se vi sembra un’impresa troppo grande, fuori dalla vostra portata, potete sempre provare a coinvolgere un coach esterno, che avrà un punto di vista super partes e potrà darvi indicazioni e suggerimenti preziosi.

 

Se volete approfondire, consigliamo la lettura di un interessante articolo sul numero di Ottobre di Harvard Business Review al seguente link: give-your-team-more-effective-positive-feedback