La ricerca del lavoro è un compito estremamente difficile, delicato e spesso frustrante. Bisogna destreggiarsi tra milioni di offerte più o meno interessanti, affrontare i colloqui più disparati, gli esaminatori più esigenti e le richieste più assurde, sperando che le nostre competenze e i nostri meriti siano finalmente riconosciuti. In un mondo ideale si viene assunti per le proprie capacità, inclinazioni e attitudini, e non per presunte esperienze passate o per conoscenze. La realtà invece funziona in modo ben diverso ed è la regola che i recruiter, sommersi dalle candidature, non abbiano il tempo – o la voglia – di approfondire. Ecco perché un buon curriculum è fondamentale. Ecco perché, probabilmente, è il caso che andiate a rivederlo.

 

Se credete ancora che le prime impressioni non contino siete fuori strada. Uno studio di TheLadders sul comportamento dei recruiter mostra infatti che, in media, agli esaminatori bastano solo 6 secondi per farsi un’idea del candidato che ha inviato il cv che stanno leggendo. Le informazioni su cui si soffermano di più sono poche ed essenziali: nome e cognome, posizione/azienda attuale, posizione/azienda precedente, formazione. Cosa se ne deduce? Che bisogna eliminare il superfluo. Tagliare il tagliabile. Raccontarsi con poche parole efficaci. Bando quindi ai curriculum di oltre due pagine: se proprio non riuscite a concentrare tutto in una pagina anche due sono accettabili, a patto che non siano piene di nozioni inutili.

 

Anche in questo caso, dunque, vige il precetto del less is more. Ma da dove cominciare a tagliare? Vediamo 10 cose che dovete assolutamente eliminare dal cv seduta stante.

  1. L’indirizzo di residenza e quello dell’attuale luogo di lavoro non sono indispensabili. Anzi, per questioni di sicurezza meglio toglierli;
  2. Più numeri di telefono non servono. Mettetene uno (meglio il cellulare) a cui siate facilmente rintracciabili;
  3. Gli indirizzi email poco seri tipo cucciola84@yahoo.it o beerking012@gmail.com è il caso di sostituirli con qualcosa di più professionale. Nome e cognome sono di solito la scelta migliore;
  4. Dettagli personali come stato civile, religione o orientamento sessuale forse erano esplicitati in passato. Dal momento che però possono portare a discriminazione non c’è alcun bisogno di includerli;
  5. I fogli zeppi di testo non sono ben visti. Fate attenzione alla formattazione, mettendo margini e interlinea adeguati, utilizzando font leggibili (tassativamente vietati quelli calligrafici) e utilizzando (con moderazione) gli elenchi puntati;
  6. Esperienze lavorative irrilevanti sono più dannose che utili. Forse un tempo eravate i re del milkshake e la regina della pizza, ma, a meno che la ricerca non rientri in quel campo specifico, nessuno darà importanza al vostro glorioso titolo;
  7. Stessa cosa vale per le bugie. Meglio evitare di essere smascherati pubblicamente perdendo ogni credibilità e limitarsi alle esperienze che veramente avete fatto;
  8. Gli hobby, a meno che non abbiano qualche attinenza con la posizione per cui vi state candidando, non interessano praticamente a nessuno;
  9. I link a social network che non siano legati al lavoro per cui vi proponete sono un’arma a doppio taglio. LinkedIn è l’unico rilevante e potenzialmente utile, per il resto meglio fare pulizia;
  10. Le foto non sono necessarie, anzi, in certi casi possono distogliere l’attenzione da altre cose più importanti. Mettete una foto se richiesto in modo esplicito. No ai selfie e alle foto vacanziere. Sì a foto sobrie e dall’aspetto professionale.

 

C’è poco da fare: la prima impressione conta eccome. Compilare il proprio cv non è certo un’attività entusiasmante, ma alla luce dei risultati di questa e altre ricerche forse vale la pena di spendere qualche minuto in più del proprio tempo per aumentare le chance di essere presi in considerazione.